raccoglie un percorso fatto di immagini visionarie, scritture del mondo frammentate e rapide come la luce che sfiora l'obiettivo, incontrando a volte l'emozionante e sbavata indefinitezza dell'acquerello, a volte l'atmosfera brumosa della saga nordica. Martin Devrient lascia che sia la luce che si sottrae alla nitidezza della messa a fuoco a raccontare. Così, attraverso le fotografie, si "attraversa" un viaggio sulla pelle degli oggetti e di una natura sinistra o luminescente, ma che comunque si copre il volto nel tentativo di conservare il proprio mistero. Lo sguardo che si coglie nelle immagini è infatti impegnato in una ricerca dal respiro aritmico e affannato, ma che resta inappagato in un percorso che continua e si ripete infinite volte. Licia Pizzi
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