InNatura

"C'era una volta un bosco fatato...". Così cominciano le favole, così potrebbe iniziare questa mostra. Ma il bosco in questione è popolato da presenze surreali: fantasmi di plastica, elfi di muschio e bottiglie, mostri di pietra e gomma, tartarughe di foglie e latta. Nella valle del Liri, per anni trasformata in vergognosa discarica, ci troviamo davanti ad un nuovo ordine del reale. I resti dell'abbondanza umana hanno invaso e devastato la stretta gola, travolti e trascinati dalle piene che, annualmente, allagano la valle, quando la diga viene aperta. E questi tre elementi- il bosco, i rifiuti umani e la furia dell'acqua- danno vita ad un mondo teatrale, dove il bosco è precario scenario di nuove e ibride forme di vita, letteralmente messe in scena dal lavorio dell'acqua e degli agenti atmosferici. Ma c'è di più. Dal dirompente incontro tra questi due irriducibili piani del reale - organico-inorganico - nasce un mondo nuovo, una nuova natura: una natura violata, spezzata, infranta, eppure mai così forte. Nella titanica lotta è la follia umana ad essere sconfitta. La natura riassorbe in sé la spazzatura, la divora, la ingloba e digerisce. Si nutre dei nostri avanzi e li trasforma, trasformandosi. E in questo scenario privilegiato, l'occhio del fotografo sa cogliere l'incontro tra materie e colori, rivelando la bellezza che può nascere dal fango, dagli escrementi, dai rifiuti. (Nadia Colella)
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