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Le ragnatele sono mondi di relazione, leggerezza, sospensione e fragilità. La mostra ci porta in questi mondi, regalandoci la visuale di un ragno, di un topo, di un insetto: esseri che in quel mondo vivono e che lo osservano diversamente da noi. Lo sguardo umano è forzato alla trasformazione e si immerge nell'elaborata architettura dei fili di seta, che imprigiona foglie, polvere, gocce di rugiada e di luce. E il micro diventa macro, svelando un universo di particolari essenziali, di deformazioni e visuali cui l'occhio umano non è abituato. Relazione e sospensione sono le parole chiave anche del video proiettato. Reti questa volta create dall'uomo, nel suo habitat naturale: la città. Anche qui la visuale è insolita: lo sguardo è rivolto verso l'alto, la seta sostituita da corde e lacci, abiti e biancheria prendono il posto delle foglie e della polvere. (Nadia Colella)
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